Le banche asiatiche si nascondono dietro un diversivo per continuare a finanziare il carbone
I cittadini del Sud-est asiatico, in particolare in Indonesia, Malesia e Singapore, chiedono la cessazione dei finanziamenti bancari a tutte le imprese, incluso il settore del carbone, che aggravano il cambiamento climatico.
Rapporto sintetico
In diversi paesi del Sud-est asiatico, tra cui Indonesia, Malesia e Singapore, cresce la richiesta affinché gli istituti bancari interrompano i finanziamenti a tutte le aziende che accelerano il cambiamento climatico, con un focus particolare sul settore del carbone. Consultando i rapporti di sostenibilità delle principali banche della regione, si trovano impegni formali a interrompere i finanziamenti al carbone, scritti con un linguaggio deciso e scadenze precise. Tuttavia, da Giacarta a Kuala Lumpur e Singapore, molte banche si nascondono dietro un diversivo, continuando a finanziare il carbone destinato all'uso industriale. Nuovi dati rivelano che una netta maggioranza della popolazione in questi paesi desidera la fine dei sussidi bancari per le imprese inquinanti. Il primo sondaggio d'opinione rappresentativo a livello nazionale sul cambiamento climatico e il finanziamento del carbone nel Sud-est asiatico, condotto da YouGov su incarico dell'organizzazione per la finanza dell'energia pulita Market Forces, ha prodotto risultati significativi: circa due persone su tre a Singapore (69%) e in Indonesia (66%), e tre su cinque in Malesia (59%), ritengono che l'impegno di una banca a non finanziare nuovo carbone debba applicarsi a tutte le centrali a carbone, comprese quelle industriali necessarie per l'estrazione di nichel e alluminio.
