Persistente volatilità nei mercati energetici
Secondo l'Outlook sui mercati delle materie prime della Banca Mondiale, i mercati energetici restano estremamente volatili a causa del conflitto in Iran e dei continui rischi di interruzione nello Stretto di Hormuz.

Rapporto sintetico
Si prevede una competizione intensa per i carichi di gas naturale liquefatto (GNL), in particolare tra gli importatori asiatici ed europei. In base all'Outlook sui mercati delle materie prime della Banca Mondiale, i mercati energetici rimangono altamente instabili nel contesto della guerra in Iran e dei persistenti rischi di blocco nello Stretto di Hormuz. Mentre si stima che il prezzo del greggio Brent scenderà nel 2027, i prezzi del gas naturale potrebbero restare elevati a causa della contrazione dell'offerta di GNL e della forte domanda asiatica. Anche i prezzi del carbone stanno registrando una modesta ripresa. I dati evidenziano come l'ampliamento degli squilibri tra consumo e produzione energetica stia aumentando la pressione sui mercati globali del gas naturale. Il Nord America e il Medio Oriente stanno guidando la crescita dell'offerta attraverso l'espansione delle esportazioni di GNL, mentre l'Asia rimane la fonte principale dell'aumento della domanda, accentuando la dipendenza da rotte commerciali marittime vulnerabili. Nel contesto del conflitto iraniano e della crescente insicurezza attorno allo Stretto di Hormuz, tali squilibri aumentano il rischio di interruzioni nelle forniture, picchi di prezzo e una competizione più serrata per l'approvvigionamento di GNL tra Asia ed Europa. Per questo motivo, il conflitto non ha solo rafforzato i premi di rischio geopolitico e accentuato le preoccupazioni sulla sicurezza energetica globale, ma ha anche messo in luce le criticità strutturali del sistema.
