Meta avvia licenziamenti di 8.000 dipendenti e sposta 7.000 ruoli verso l'Intelligenza Artificiale
Il colosso dei social taglia il 10% della forza lavoro, annulla 6.000 nuove assunzioni e concentra 7.000 dipendenti su progetti di AI, suscitando tensioni sindacali e riflessioni sul futuro del lavoro tecnologico.

Rapporto sintetico
Meta, la holding di Facebook, Instagram e WhatsApp, ha annunciato una ristrutturazione che interesserà circa 8.000 dipendenti, pari al 10% della sua forza lavoro globale. I licenziamenti, suddivisi in tre ondate a partire dalle 4 del mattino locale, colpiranno team chiave come l'integrità dei contenuti, la sicurezza informatica e il design dei contenuti. Negli Stati Uniti i lavoratori licenziati riceveranno 16 settimane di indennità, più due settimane per ogni anno di servizio. Parallelamente, l'azienda ha cancellato i piani per assumere 6.000 nuove risorse e ha previsto il ricollocamento di 7.000 dipendenti in ruoli legati all'Intelligenza Artificiale. Questa mossa si inserisce in un contesto di crescente pressione interna: più di 1.500 dipendenti hanno firmato una petizione contro la raccolta dei loro dati per addestrare modelli AI, e il morale è descritto come “basso” da fonti interne. Oltre alla riduzione dei salari medi di quasi 30.000 dollari, Meta punta a investire massicciamente nell'AI, con spese in conto capitale previste tra 125 e 145 miliardi di dollari, più del doppio rispetto al 2025. Il CEO Mark Zuckerberg ha definito la strategia come una scommessa sul futuro delle tecnologie che le persone considerano più importanti. Il caso Meta si inserisce in una più ampia ondata di licenziamenti nel settore tecnologico, con stime di oltre 16.000 posti di lavoro eliminati al mese a livello globale e altre aziende, come Cisco, che hanno già annunciato tagli di migliaia di dipendenti. Questi sviluppi sollevano interrogativi sulla competitività internazionale nell'AI, sulla sicurezza dei dati e sul futuro del mercato del lavoro tecnologico.
