Thomas Massie, l’ultimo dissidente repubblicano in lotta contro l’appoggio di Trump e il lobby pro‑Israele
Il congresista libertario del Kentucky Thomas Massie affronta una primaria serrata contro Ed Gallrein, sostenuto da Trump e finanziato da gruppi pro‑Israele, in un confronto che mette a fuoco le fratture interne al Partito Repubblicano su i

Rapporto sintetico
Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, il suo partito repubblicano ha subito una purga dei critici più accaniti. Molti hanno abbandonato le proprie posizioni per entrare nella cerchia ristretta del presidente; altri hanno preferito non ricandidarsi. Thomas Massie, rappresentante del quarto distretto del Kentucky, è uno dei pochi a mantenere una linea indipendente, rifiutando le pressioni di Trump su temi chiave. Ha votato contro il disegno di legge fiscale sostenuto dall’amministrazione, ha promosso la pubblicazione dei fascicoli di Jeffrey Epstein e si è opposto apertamente alla guerra in Iran e all’aiuto militare incondizionato a Israele. Ora la sua carriera è in bilico: nella primaria del 19 maggio dovrà affrontare Ed Gallrein, ex Navy SEAL e candidato favorito da Trump, sostenuto da un’enorme spesa di campagne pro‑Israele. Il confronto non è solo personale, ma rappresenta un test per le linee di rottura all’interno del partito, tra chi sostiene interventi militari e chi, come Massie, difende una politica estera basata sulla Costituzione e sulla limitazione dell’influenza dei gruppi di pressione. Se Massie dovesse vincere, potrebbe segnare l’avvento di una nuova era mediatica, in cui i podcaster e i social media possono sfidare il denaro tradizionale delle campagne. Se invece perderà, il messaggio sarà che ogni membro del Congresso dovrà temere le conseguenze di un dissenso aperto.
