Steve Cohen rinuncia alla rielezione: la nuova mappa elettorale del Tennessee minaccia i distretti di minoranza
Il deputato democratico Steve Cohen abbandona la corsa alla rielezione dopo che il nuovo disegno dei collegi, approvato dai repubblicani, ha smembrato il suo storico distretto a maggioranza afroamericana, in seguito alla sentenza della Cort

Rapporto sintetico
Il rappresentante democratico Steve Cohen ha annunciato venerdì la decisione di non ricandidarsi alle prossime elezioni di metà mandato, dopo che il Tennessee ha adottato una nuova mappa dei collegi della Camera dei rappresentanti. Il nuovo disegno, approvato dai repubblicani, ha frammentato il distretto di Memphis, tradizionalmente a maggioranza nera, ridisegnandolo a vantaggio del Partito Repubblicano. Cohen ha dichiarato che i nuovi confini sono stati tracciati “per battermi”, e ha avviato una causa legale per contestare il redistricting, promettendo di tornare in corsa se la sentenza dovesse ripristinare il suo vecchio distretto.
La decisione di Cohen arriva in un contesto più ampio: la Corte suprema degli Stati Uniti ha recentemente ridotto le protezioni del Voting Rights Act, aprendo la porta a riforme elettorali in diversi stati del Sud. Dopo il Tennessee, Louisiana, Alabama e South Carolina hanno già avviato processi di ridisegno dei collegi. Cohen, che rappresenta Memphis da quasi due decenni e si è distinto come uno dei pochi democratici bianchi del Sud, ha avvertito che il nuovo assetto potrebbe trasformare lo stato in una delegazione interamente repubblicana, lasciando i cittadini di Memphis senza voce a Washington.
Il leader democratico della Camera, Hakeem Jeffries, ha definito Cohen “un potente difensore dei diritti civili”, sottolineando l’importanza della sua presenza per le comunità di minoranza. Nonostante la rinuncia, Cohen ha promesso di utilizzare il tempo rimanente in Congresso per opporsi a politiche che, a suo avviso, minacciano la democrazia, continuando a sostenere progetti infrastrutturali per la sua città e a denunciare il ruolo della mappa elettorale nella strategia di Donald Trump per mantenere la maggioranza al Senato.
