Il veto della governatrice della Virginia sulla contrattazione collettiva: una promessa infranta
La governatrice democratica Abigail Spanberger ha annullato il disegno di legge che avrebbe ripristinato i diritti di contrattazione collettiva per 50.000 dipendenti pubblici, scatenando la denuncia dei sindacati come tradimento delle prome

Rapporto sintetico
Giovedì la governatrice della Virginia, Abigail Spanberger, ha esercitato il veto su un provvedimento approvato da entrambe le camere dell’Assemblea generale, il quale avrebbe restituito il diritto di contrattazione collettiva a circa 50.000 lavoratori del settore pubblico. L’intervento è stato definito dai sindacati un “tradimento” e una “schiaffeggiata” dopo che la stessa Spanberger aveva promesso, durante la campagna elettorale, di rimuovere il divieto storico sulla contrattazione. L’emendamento proposto dalla governatrice, presentato a febbraio, indeboliva notevolmente le tutele originarie, lasciando la contrattazione in una condizione di “opzionalità” che, secondo l’Economic Policy Institute, creerebbe un sistema instabile. I rappresentanti della SEIU, dell’International Association of Fire Fighters e dell’AFSCME hanno denunciato il veto, sottolineando che migliaia di vigili del fuoco e altri dipendenti rimangono ancora privi di diritti contrattuali. I conservatori hanno accolto favorevolmente la decisione, temendo aumenti fiscali. Spanberger ha difeso la sua posizione rimandando a recenti provvedimenti che ampliano il congedo familiare retribuito, aumentano il salario minimo e contrastano il furto di salari. Storicamente, la Virginia aveva vietato la contrattazione pubblica nel 1948, in risposta a un’organizzazione sindacale di lavoratori neri all’ospedale dell’Università di Virginia; solo nel 2021 è stata consentita una forma locale di contrattazione, ma il settore statale resta ancora escluso.
