Crisi abitativa globale: il World Urban Forum di Baku affronta l'emergenza degli insediamenti informali
Il tredicesimo World Urban Forum analizza le strategie per contrastare la precarietà abitativa che colpisce oltre un miliardo di persone, tra shock climatici e ricostruzioni post-belliche.

Rapporto sintetico
L'apertura del World Urban Forum a Baku, in Azerbaigian, ha messo in luce una delle sfide più critiche per la stabilità sociale e geopolitica contemporanea: l'accesso a alloggi dignitosi. Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 1,1 miliardi di persone vivono attualmente in baraccopoli o insediamenti informali, un numero in costante crescita a causa dell'urbanizzazione accelerata e delle crescenti disuguaglianze economiche. Nonostante circa 160 nazioni abbiano implementato politiche urbane nazionali, l'efficacia di tali misure resta insufficiente di fronte a una popolazione globale in rapida espansione.
Il dibattito internazionale si è concentrato in particolare sulla vulnerabilità delle aree urbane degradate di fronte alla crisi climatica, che amplifica il rischio di catastrofi naturali per le fasce più povere della popolazione. Un punto focale della discussione riguarda inoltre le zone di post-conflitto, come esemplificato dal caso della Siria, dove la ricostruzione di infrastrutture di base e servizi essenziali è ostacolata dalla mancanza di finanziamenti internazionali. Parallelamente, emerge come la crisi abitativa non sia un fenomeno esclusivo dei paesi in via di sviluppo, ma colpisca duramente anche le grandi metropoli delle economie avanzate, evidenziando un fallimento sistemico nella gestione degli spazi urbani e dei costi immobiliari.
