Crisi di fame in Afghanistan: il WFP avverte di un disastro umanitario per madri e bambini
Il Programma Alimentare Mondiale segnala un peggioramento della malnutrizione in Afghanistan, con quasi cinque milioni di madri e bambini a rischio, a causa di ritorni massivi, tagli ai finanziamenti e restrizioni al confine.

Rapporto sintetico
Il Programma Alimentare Mondiale (WFP) ha lanciato un forte allarme sulla crescente crisi di fame in Afghanistan, dove quasi cinque milioni di madri e bambini sono colpiti da malnutrizione. Durante una visita a un campo profughi a Hisar Shahi, il vicedirettore Carl Skau ha osservato che molte famiglie, costrette a percorrere ore a piedi, sono state respinte perché le scorte di integratori nutrizionali sono esaurite. La situazione è aggravata dalla chiusura del confine con il Pakistan, dalle recenti alluvioni e terremoti, e da un drastico calo dei finanziamenti internazionali. Oltre a 500.000 nuovi arrivi da Pakistan e Iran quest'anno, si aggiungono i 2,8 milioni di ritorni dell'anno precedente, creando pressione sulle comunità ospitanti già in difficoltà. I prezzi globali del carburante, influenzati dal conflitto in Medio Oriente, hanno ulteriormente ostacolato le rotte di approvvigionamento, rendendo le operazioni del WFP sempre più precarie. L'organizzazione richiede urgentemente 350 milioni di dollari per i prossimi sei mesi, senza i quali rischia di non riuscire a prevenire una catastrofe umanitaria su larga scala. Parallelamente, le autorità de facto talebane hanno arrestato almeno tre giornalisti, sollevando preoccupazioni sui diritti umani e sulla libertà di stampa. L'UNAMA ha chiesto chiarimenti sui motivi degli arresti e il rispetto del diritto a un processo equo, sottolineando l'importanza di una stampa libera per la trasparenza e la responsabilità nella società afghana. La combinazione di crisi alimentare, instabilità politica e restrizioni ai diritti fondamentali dipinge un quadro preoccupante per il futuro del paese.
