Boom delle vendite online di primati negli USA: allarme per il traffico di fauna selvatica
Un rapporto congiunto di AZA, IFAW e WWF ha rilevato oltre 1.600 primati in vendita su Facebook, TikTok e altre piattaforme in sei settimane, evidenziando una crescita preoccupante del traffico digitale di animali.

Rapporto sintetico
Un nuovo studio pubblicato da Association of Zoos and Aquariums, International Fund for Animal Welfare e World Wildlife Fund denuncia un incremento marcato delle offerte di primati su social media americani. In un periodo di sei settimane nel 2025, i ricercatori hanno identificato 1.614 primati in 1.131 annunci, distribuiti su Facebook, Instagram, TikTok e YouTube. Le inserzioni, spesso mascherate da “adozione” o “ri‑homing”, sfruttano termini di ricerca poco filtrati e rimangono visibili nonostante le politiche di divieto. Sono stati segnalati dodici gruppi di primati, con i macachi al primo posto (839 esemplari), seguiti da marmoset (293) e capuchin (275). I prezzi variano da 250 a 6.500 dollari, a seconda di specie, età e rarità. La maggior parte degli animali è costituita da cuccioli, prelevati dalle madri in natura con la falsa promessa di una più facile domesticazione. Il traffico di primati si inserisce in un mercato illecito globale valutato intorno ai 23 miliardi di dollari annui, accanto a droga, armi e tratta di esseri umani. Gli esperti avvertono che la facilità di acquisto online alimenta la domanda, gravando su zoo e santuari che devono accudire animali confiscati per tutta la vita. Il rapporto invita a rafforzare le leggi federali e a migliorare gli strumenti di segnalazione sui social, per ridurre il rischio di sfruttamento e proteggere la salute pubblica.
