Attacchi russi a Kiev: violazione del diritto umanitario, avverte l’ONU
La coordinatrice umanitaria ad interim dell’ONU in Ucraina denuncia gli attacchi russi a Kiev e altre zone, con 15 morti civili, 127 feriti e interruzioni di acqua ed energia, definendoli una chiara violazione del diritto internazionale.

Rapporto sintetico
Giovedì la Coordinatrice umanitaria ad interim delle Nazioni Unite per l’Ucraina, Bernadette Castel‑Hollingsworth, ha denunciato gli attacchi militari russi contro un quartiere civile di Kiev, definendoli una palese violazione del diritto internazionale umanitario. Gli stessi bombardamenti hanno colpito altre zone dell’Ucraina occidentale e centrale, provocando almeno 15 morti civili e 127 feriti, tra cui sei bambini, secondo le autorità ucraine. Le esplosioni hanno interrotto servizi essenziali, tra cui l’approvvigionamento idrico e l’energia elettrica.
Durante la notte russa ha lanciato quasi 800 droni e 56 missili, inclusi missili balistici e da crociera, in quello che è stato definito uno dei più intensi e prolungati assalti della guerra, con quasi 24 ore di colpi continui su tutto il territorio. Oltre a edifici residenziali, una scuola, una clinica veterinaria e infrastrutture civili sono state colpite; a Kremenchuk sono stati danneggiati impianti energetici, mentre a Chornomorsk sono stati colpiti porti e abitazioni.
Nonostante il rischio di ulteriori attacchi, operatori umanitari delle Nazioni Unite hanno partecipato alle operazioni di soccorso. “Le famiglie devono sentirsi al sicuro; le madri non devono attendere sotto le macerie per sapere se i loro figli sono vivi”, ha dichiarato Castel‑Hollingsworth sul posto.
Il capo dei diritti umani dell’ONU, Volker Türk, ha ricordato che il diritto umanitario impone la protezione dei civili e ha condannato l’uso crescente di armi a lungo raggio, responsabili del 43 % delle vittime civili nei primi quattro mesi del 2026. Ha esortato a una de‑escalation immediata per fermare le sofferenze e salvare vite umane.
