Kenya: proteste mortali per l’aumento dei prezzi del carburante spingono il paese verso una crisi sociale
Le dimissioni aumentano in Kenya dopo l’escalation di manifestazioni contro il rialzo dei prezzi della benzina, che hanno paralizzato le principali arterie di trasporto e generato vittime mortali.

Rapporto sintetico
Nelle ultime settimane il Kenya è stato travolto da una serie di proteste violente scatenate dall’improvviso aumento del prezzo del carburante, una misura adottata dal governo per far fronte al deficit di riserve internazionali. I manifestanti, organizzati sia da sindacati dei trasporti sia da gruppi civili, hanno bloccato autostrade chiave, come la Nairobi-Mombasa, impedendo il transito di merci e passeggeri. Gli scontri con le forze dell’ordine hanno provocato numerosi feriti e, secondo le autorità, diverse decine di morti. Il Presidente ha dichiarato lo stato di emergenza, promettendo un controllo più rigoroso dei prezzi e l’avvio di un dialogo nazionale, ma la risposta è stata percepita come tardiva da una popolazione ormai esasperata dalle difficoltà economiche. Gli analisti avvertono che la perdita di fiducia nelle istituzioni potrebbe estendersi oltre le frontiere, alimentando tensioni sia interne che nella regione dell’Africa orientale, dove il Kenya svolge un ruolo cruciale per il commercio e la sicurezza. La comunità internazionale osserva con attenzione, temendo che l’instabilità possa compromettere progetti di investimento e iniziative di sviluppo in corso.
