Marcia israeliana nella Città Vecchia di Gerusalemme: un nuovo capitolo di tensioni territoriali
Decine di migliaia di israeliani hanno sfilato nella Città Vecchia di Gerusalemme, territorio occupato dal 1967, suscitando proteste, cori razzisti e violenze contro i palestinesi, mentre la comunità internazionale non riconosce l’annession

Rapporto sintetico
Nella mattinata di ieri, oltre cinquantamila manifestanti israeliani hanno attraversato la Città Vecchia di Gerusalemme, zona catturata durante la guerra del 1967 e da allora oggetto di contese internazionali. La marcia, organizzata per celebrare la sovranità israeliana sulla parte orientale della città, è stata accompagnata da cori nazionalisti e, in diversi punti, da slogan considerati apertamente razzisti contro la popolazione palestinese. Testimoni locali hanno riferito episodi di aggressioni verbali e fisiche a danno di residenti e commercianti palestinesi, con danni a negozi e abitazioni. L'annessione di Gerusalemme Est non è riconosciuta da molti alleati di Israele, tra cui il Regno Unito, che ha ribadito la necessità di una soluzione basata sul diritto internazionale e sul rispetto dei confini del 1967. Gli osservatori internazionali temono che la celebrazione pubblica dell'annessione possa inasprire ulteriormente le tensioni nella regione, già al limite a causa dei recenti scontri lungo la linea di confine e delle operazioni militari in Cisgiordania. organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto un'indagine indipendente sugli episodi di violenza e hanno invitato le autorità israeliane a garantire la protezione dei civili palestinesi. Nel frattempo, la comunità diplomatica continua a monitorare la situazione, sottolineando che qualsiasi cambiamento di status a Gerusalemme deve essere negoziato in un contesto di pace e non imposto unilateralmente.
