Ebola in DRC e Uganda: l’OMS dichiara emergenza sanitaria internazionale
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato emergenza sanitaria internazionale per l'epidemia di Ebola nella provincia di Ituri (RDC) e nei casi confermati in Uganda, sottolineando i rischi legati a mobilità, conflitti armati e car

Rapporto sintetico
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha elevato l'epidemia di Ebola che si è sviluppata nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), a "emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale". Il focolaio, causato dalla rara variante Bundibugyo, ha già provocato 88 morti e 336 casi sospetti nella RDC, con due contagi confermati in Uganda, di cui uno fatale a Kampala. La variante non ha né vaccino né terapia specifica, e la sua letalità può superare il 50 %. L'OMS ha avvertito che la diffusione transfrontaliera è favorita da flussi migratori, commercio informale e da una rete sanitaria debole, aggravata dalla presenza di gruppi armati come le forze dell'Allied Democratic Forces (ADF) e il movimento M23. Nonostante l'allarme, l'agenzia ha sconsigliato la chiusura delle frontiere, temendo che restrizioni ufficiali spingano verso valichi non controllati, ostacolando il contenimento. Ha invece invitato i paesi vicini a potenziare i sistemi di gestione delle emergenze, intensificare lo screening alle frontiere, isolare i casi confermati e monitorare quotidianamente i contatti, con una raccomandazione di evitare viaggi internazionali per 21 giorni per gli esposti. L'emergenza sanitaria si inserisce in un contesto di instabilità politica e conflitti prolungati nella zona orientale della RDC, dove la lotta per le risorse minerarie alimenta violenze che complicano gli interventi umanitari e sanitari. La risposta coordinata a livello regionale sarà cruciale per impedire che l'epidemia si trasformi in una crisi più ampia, con ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini, sul commercio transfrontaliero e sulla stabilità geopolitica dell'Africa centrale.
