Allerta Verde
Diplomazia31 mag 2026
Colombia: le elezioni presidenziali tra continuità progressista e ritorno della linea dura
Il voto per il successore di Gustavo Petro mette a confronto l'agenda di riforme sociali della sinistra con proposte di sicurezza di stampo autoritario.
Coordinate
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Ultimo aggiornamento
01 giu 2026, 03:03 UTC
Area
Diplomazia
Rapporto sintetico
Le elezioni presidenziali in Colombia rappresentano un momento cruciale per la stabilità politica della regione, configurandosi come un referendum sul mandato di Gustavo Petro. Il risultato del voto non determinerà solo la direzione interna del Paese, ma influenzerà gli equilibri diplomatici con gli Stati Uniti e la strategia di gestione dei conflitti interni, elementi cardine per la sicurezza dell'America Latina.
La competizione è attualmente polarizzata tra tre figure principali. Da un lato, il senatore Ivan Cepeda punta a dare continuità alle politiche di Petro, sostenendo il piano della 'Pace Totale' che privilegia il dialogo con i gruppi armati e le gang criminali rispetto all'approccio puramente militare. Dall'altro, l'imprenditore Abelardo de la Espriella propone un modello di sicurezza ispirato a quello di Nayib Bukele in El Salvador, basato su una repressione severa e la costruzione di mega-carceri per eradicare la criminalità.
Il contesto è ulteriormente complicato da una cronica instabilità interna, segnata da decenni di scontri tra guerriglie, paramilitari e forze governative, culminata recentemente nell'assassinio del candidato Miguel Uribe Turbay. La scelta tra la via diplomatica della sinistra e la linea dura della destra riflette una tensione strategica profonda: se Cepeda dovesse prevalere, Colombia manterrebbe un orientamento critico verso l'egemonia statunitense in termini di sicurezza e lotta al narcotraffico; al contrario, una vittoria di De la Espriella o della senatrice Paloma Valencia segnerebbe un ritorno a politiche di sicurezza più tradizionali e un possibile riallineamento strategico con Washington.
