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Allerta Verde
Diplomazia21 set 2026

Svezia: il calo dei Democratici di Svezia e l'evoluzione del populismo nordico

Le recenti elezioni svedesi segnano una flessione del consenso per i Democratici di Svezia, evidenziando l'impatto della gestione governativa delle politiche migratorie sulla forza dei partiti populisti.

Coordinate
41.9028 N / 12.4964 E
Ultimo aggiornamento
21 set 2026, 11:00 UTC
Area
Svezia
Svezia: il calo dei Democratici di Svezia e l'evoluzione del populismo nordico

Rapporto sintetico

Le recenti consultazioni elettorali in Svezia hanno prodotto un risultato inatteso: per la prima volta dalla loro fondazione, i Democratici di Svezia (SD) hanno registrato una perdita di consenso, scendendo dal 20,5% al 17,5%. Questo dato è particolarmente rilevante in un contesto europeo dove le forze di destra radicale sono generalmente in ascesa, suggerendo che l'integrazione di agende populiste all'interno di governi moderati possa, paradossalmente, erodere la base elettorale di tali movimenti.
L'analisi del voto evidenzia un nesso strategico tra l'attuazione delle politiche e il consenso. Il governo di centro-destra guidato da Ulf Kristersson, pur non includendo ministri degli SD, ha implementato gran parte del loro programma in materia di sicurezza e immigrazione, riducendo drasticamente i flussi migratori e contrastando la criminalità organizzata. Questo spostamento verso destra dei partiti tradizionali, come i Moderati, ha sottratto spazio di manovra agli SD, i quali hanno perso il monopolio della retorica anti-immigrazione.
Sul piano della sicurezza internazionale, il posizionamento della Svezia all'interno della NATO e la percezione della Russia come principale minaccia strategica hanno ulteriormente penalizzato i Democratici di Svezia, colpiti da sospetti di infiltrazioni russe. Questo scenario dimostra come, in Nord Europa, la sicurezza nazionale e la stabilità istituzionale prevalgano sulle spinte isolazioniste. La vittoria del blocco di sinistra, guidato da Magdalena Andersson, suggerisce un ritorno a una priorità focalizzata su servizi sociali, istruzione ed economia, spostando l'asse del dibattito pubblico lontano dalle tematiche identitarie che avevano alimentato l'ascesa del populismo negli anni precedenti.
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