Il problema del mercato del lavoro
Le alleanze rimangono il principale vantaggio strategico di Washington rispetto a Cina e Russia, ma il vecchio accordo transatlantico, basato sulla protezione statunitense in cambio della lealtà europea, non è più politicamente sostenibile.
Rapporto sintetico
Se gli Stati Uniti desiderano mantenere una posizione di forza all'estero, devono prima essere forti internamente. Una politica estera efficace richiede risorse e il sostegno dell'opinione pubblica; fattori che, a loro volta, dipendono da un'economia solida, sostenuta da famiglie prospere e finanziariamente sicure. Un'economia robusta, con un mercato del lavoro sano, garantisce maggiori entrate fiscali per finanziare le priorità governative, incluse le spese per la difesa e la ricerca e sviluppo. Al contrario, un'economia più debole, che richieda maggiori investimenti nell'assistenza sociale, riduce lo spazio fiscale e politico per le spese militari. Sebbene la crescita economica statunitense sia stata accelerata nell'ultimo anno dal boom dell'intelligenza artificiale (IA), questa espansione non si è tradotta in un mercato del lavoro dinamico. Si registra infatti sia una domanda limitata di lavoratori che un'offerta insufficiente. L'Ufficio di Statistica del Lavoro ha previsto che la forza lavoro statunitense crescerà solo dello 0,4% annuo tra il 2023 e il 2033, rispetto all'1,3% del decennio precedente. A fronte di tassi di fertilità in calo e di una popolazione che invecchia, il Paese avrà bisogno di lavoratori nati all'estero per colmare tale deficit. Tuttavia, nel 2025, la Brookings Institution ha stimato che gli Stati Uniti abbiano perso tra i 10.000 e i 295.000 lavoratori.
