Allerta Verde
Geopolitica22 mag 2026
Le nuove rotte del narcotraffico marino: come le reti della pesca illegale alimentano il traffico di droga nell'Indo-Pacifico
Le medesime reti coinvolte nella pesca illegale si stanno trasformando in arterie logistiche per il traffico internazionale di stupefacenti, rappresentando una sfida crescente per la sicurezza dell'Indo-Pacifico.
Coordinate
41.9028 N / 12.4964 E
Ultimo aggiornamento
11 giu 2026, 09:51 UTC
Area
Geopolitica

Rapporto sintetico
Per anni, la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU) è stata considerata principalmente come una minaccia ambientale ed economica. I governi l'hanno inquadrata come un problema di esaurimento degli stock ittici, perdita di entrate statali e furto di risorse marittime. Tuttavia, nei vasti spazi marittimi dell'Indo-Pacifico sta avvenendo una trasformazione molto più pericolosa. Sempre più spesso, le reti dedite alla pesca illegale si stanno trasformando in arterie logistiche per il traffico transnazionale di droga. I pescherecci che operano in acque scarsamente controllate vengono ora utilizzati per trasportare metanfetamine, cocaina, eroida, ketamina e precursori chimici attraverso le frontiere internazionali. La convergenza tra i crimini legati alla pesca e il traffico di stupefacenti sta ridefinendo l'economia politica della criminalità marittima, dall'Oceano Indiano fino al Pacifico. Questa evoluzione non riflette un semplice contrabbando opportunistico, bensì segnala l'emergere di un modello ibrido di criminalità marittima.
