Perché Trump vuole trasferire il plutonio della Guerra Fredda alle start-up nucleari?
L'amministrazione Trump ha selezionato diverse start-up nucleari per un progetto che consentirebbe l'utilizzo di riserve di plutonio risalenti alla Guerra Fredda, sollevando forti preoccupazioni tra gli esperti di non proliferazione nuclear
Rapporto sintetico
L'amministrazione Trump ha annunciato la selezione di diverse start-up del settore nucleare per partecipare a un progetto che permetterebbe loro di utilizzare le scorte di plutonio ereditate dalla Guerra Fredda. Questo piano ha allarmato gli specialisti della non proliferazione nucleare. Negli Stati Uniti sta assistendo a un forte ritorno la tecnologia nucleare dell'era della Guerra Fredda: l'amministrazione Trump ha infatti individuato alcune start-up che potrebbero ottenere il diritto di attingere alle riserve di plutonio di grado militare, prodotto fino ai primi anni '90 per l'uso in armi nucleari. Tale plutonio verrebbe quindi riutilizzato come combustibile per alimentare piccoli reattori modulari. Cinque aziende, tra cui la specialista franco-italiana di piccoli reattori nucleari Newcleo, avvieranno 'negoziati avanzati' con le autorità statunitensi per l'utilizzo di una parte delle 99 tonnellate di plutonio stoccate dagli Stati Uniti in diversi siti ad alta sicurezza. Le start-up selezionate dovranno dimostrare di essere in grado di gestire e trasportare in sicurezza questo materiale radioattivo altamente instabile, che potrebbe essere utilizzato per sviluppare decine di nuove armi nucleari. Nel maggio 2025, il presidente Donald Trump ha riportato la questione del plutonio all'ordine del giorno, suscitando il disappunto degli esperti di non proliferazione nucleare, poiché gli Stati Uniti hanno lottato a lungo per gestire tale materiale.
