Dalle favelas agli insediamenti informali: il nuovo rapporto ONU indica le soluzioni abitative efficaci
Dalla Thailandia alla Giordania, dal Brasile alla Germania, stanno emergendo nuovi approcci all'edilizia abitativa. Grazie al sostegno statale, i residenti di insediamenti informali un tempo destinati allo sfratto stanno ricostruendo le pro

Rapporto sintetico
Dalla Thailandia alla Giordania, dal Brasile alla Germania, nuovi approcci all'edilizia abitativa stanno prendendo forma silenziosamente. I residenti di insediamenti informali, che un tempo rischiavano lo sfratto, stanno ricostruendo le proprie comunità con il supporto dello Stato. Rifugiati e comunità ospitanti stanno recuperando spazi dimenticati, rendendoli più verdi e sicuri. In Brasile, le favelas vengono riqualificate anziché abbattute, mentre in Germania il controllo degli affitti sta contribuendo a stabilizzare il mercato. Un importante nuovo rapporto delle Nazioni Unite afferma che tali sforzi sono più che successi isolati. Sostiene che, con gli strumenti adeguati, mitigare la crisi abitativa globale che colpisce miliardi di persone potrebbe essere un obiettivo raggiungibile. Pubblicato da UN-Habitat e presentato martedì durante il 13° Forum Urbano Mondiale (WUF13) a Baku, in Azerbaigian, il rapporto evidenzia inoltre il ruolo più ampio del sistema ONU nell'aiutare i paesi a superare le soluzioni a breve termine a favore di strategie abitative a lungo termine, basate sui diritti umani, sulla resilienza climatica e sulla partecipazione comunitaria. Il forum, che si tiene ogni due anni, riunisce decisori politici, esperti e leader comunitari, offrendo uno spazio per collegare l'esperienza locale con i processi decisionali globali, dalla riqualificazione delle baraccopoli e il finanziamento di alloggi a prezzi accessibili, fino all'adattamento climatico e alla ricostruzione post-conflitto.
