Tensioni interne al Senato USA: il fronte repubblicano frena le richieste di Trump
Il Senato degli Stati Uniti ha rimandato il voto sui fondi per l'immigrazione a causa di divergenze interne riguardanti l'allocazione di miliardi di dollari per scopi controversi.

Rapporto sintetico
Il clima politico a Washington è segnato da una rara frattura all'interno del Partito Repubblicano. Il Senato ha deciso di posticipare il voto su un pacchetto di finanziamenti da 72 miliardi di dollari destinato alle operazioni di espulsione di massa, a seguito di forti critiche verso alcune iniziative della Casa Bianca. Al centro della polemica vi è l'istituzione di un fondo da circa 1,8 miliardi di dollari per contrastare la cosiddetta 'strumentalizzazione' dello Stato, NATO da un accordo transattivo in una causa intentata dal Presidente Trump contro l'IRS. Molti senatori repubblicani hanno sollevato dubbi sul conflitto di interessi, dato che il Presidente ha negoziato l'accordo con i propri nominati.
Ulteriore punto di attrito è stata la richiesta di un miliardo di dollari per la costruzione di un salone della Casa Bianca, giustificata per ragioni di sicurezza nazionale ma vista come un eccesso che avrebbe complicato l'iter legislativo del budget. Parallelamente, a livello di politica estera, la leadership repubblicana alla Camera ha bloccato il voto su una risoluzione relativa ai poteri di guerra, che imporrebbe l'approvazione del Congresso per il conflitto tra Stati Uniti e Iran, rimandando a giugno una decisione cruciale per l'equilibrio tra potere esecutivo e legislativo.
