La crisi energetica del Golfo svela il dilemma delle rinnovabili nel Sud-est asiatico
L'attuale shock dell'offerta di petrolio rallenterà la transizione ecologica della regione o ne accelererà il processo?

Rapporto sintetico
L'impennata dei prezzi globali dei carburanti, causata dalle interruzioni nei pressi dello Stretto di Hormuz, ha messo in luce l'estesa dipendenza del Sud-est asiatico dalle importazioni di combustibili fossili per garantire la propria sicurezza energetica. In tutta la regione, i governi si stanno affannando per stabilizzare l'approvvigionamento. Le centrali a carbone stanno operando a pieno regime e sono state annunciate misure di emergenza per proteggere le economie dagli shock dei prezzi. Al di là del breve termine, la questione più pressante è se questa crisi rallenterà o accelererà la transizione della regione verso le energie rinnovabili. Nelle Filippine, la risposta del governo ha sottolineato la tensione tra le necessità immediate e gli obiettivi a lungo termine. Alla fine di marzo, l'amministrazione del presidente Ferdinand Marcos Jr. ha dichiarato un'emergenza energetica nazionale a causa delle crescenti tensioni geopolitiche, introducendo una serie di misure per mettere in sicurezza e conservare le riserve di combustibili fossili. Le centrali a carbone del paese hanno aumentato la produzione, mentre è stato consentito l'uso di prodotti petroliferi di qualità inferiore per attenuare le carenze. Allo stesso tempo, i decisori politici stanno riconsiderando gli impegni precedentemente assunti.
