Il saldo migratorio nel Regno Unito crolla di quasi il 50% a causa di politiche più restrittive
L'Office for National Statistics (ONS) comunica che la migrazione netta è scesa a 171.000 nei dodici mesi conclusisi a dicembre, rispetto ai 331.000 dell'anno precedente.

Rapporto sintetico
La migrazione netta a lungo termine nel Regno Unito è quasi dimezzata nel 2025, tornando a livelli che non si registravano prima dell'introduzione del sistema immigratorio post-Brexit, a seguito delle misure governative più severe adottate negli ultimi anni per limitare gli arrivi. L'Office for National Statistics (ONS) ha dichiarato giovedì che il saldo migratorio è sceso a 171.000 nei dodici mesi che terminano a dicembre, rispetto ai 331.000 dell'anno precedente, proseguendo un netto calo dopo il picco record di 944.000 registrato nel 2023. L'immigrazione, sia legale che irregolare, ha dominato il dibattito politico per oltre un decennio, con i governi successivi che hanno imposto regole più rigide per i visti e soglie salariali più elevate. L'attuale governo si è impegnato a procedere ulteriormente in questa direzione. Il think tank British Future ha affermato che il Paese sta attraversando uno dei cali più bruschi della migrazione netta mai registrati, sebbene, secondo le loro ricerche, la maggior parte della popolazione creda il contrario. La Ministra dell'Interno Shabana Mahmood ha accolto con favore i progressi derivanti dalle politiche restrittive, precisando tuttavia che resta ancora molto lavoro da fare, dichiarando che il governo accoglierà sempre coloro che contribuiscono al Paese e desiderano costruirvi il proprio futuro.
