Allerta Verde
Economia05 giu 2026
Gaza: l'economia della disperazione tra i detriti di guerra
Nella Striscia di Gaza, i pescatori locali sono costretti a raccogliere residui bellici e rottami per integrare redditi ormai azzerati dal conflitto.
Coordinate
31.7683 N / 35.2137 E
Ultimo aggiornamento
11 giu 2026, 09:51 UTC
Area
Economia

Rapporto sintetico
L'estremizzazione della crisi umanitaria nella Striscia di Gaza ha dato vita a una forma di sussistenza drammatica e pericolosa. Con l'industria della pesca quasi totalmente paralizzata dai blocchi e dai bombardamenti, una parte della popolazione costiera ha iniziato a utilizzare i detriti bellici come risorsa economica. I pescatori, privati dei mezzi tradizionali di sostentamento, si dedicano ora al recupero di metalli e scarti derivanti dai conflitti, rivendendoli per pochi spiccioli a centri di riciclaggio informali. Questa pratica, sebbene dettata dalla necessità primaria di sopravvivenza, espone i civili a rischi costante, tra cui l'innesco di ordigni non esplosi. Il fenomeno evidenzia il collasso totale del sistema produttivo locale, dove l'unica materia prima disponibile è il residuo della distruzione stessa, trasformando l'ecosistema marino in un cimitero di ferro e acciaio da cui tentare di estrarre un minimo di profitto per sfamare le famiglie.
