Allerta Verde
Politica Interna14 ago 2026
Francia: il Consiglio Costituzionale boccia il divieto di social media per i minori
La massima corte francese ha censurato la norma che vietava l'accesso ai social network ai minori di 15 anni, ritenendola sproporzionata rispetto alla libertà di espressione.
Coordinate
41.9028 N / 12.4964 E
Ultimo aggiornamento
16 ago 2026, 15:01 UTC
Area
Politica Interna
Rapporto sintetico
Il Consiglio Costituzionale francese ha annullato l'articolo principale della legge che introduceva un divieto generalizzato di accesso ai social media per i minori di 15 anni. La decisione interviene in un contesto di crescente tensione tra la volontà dell'esecutivo di tutelare la salute mentale e la sicurezza dei giovani e il rispetto dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dal diritto europeo. Questo scontro normativo riflette una sfida geopolitica più ampia: la gestione della sovranità digitale e la regolamentazione delle grandi piattaforme tecnologiche, spesso di origine extra-europea, all'interno dei confini dell'Unione Europea.
Secondo i giudici, il provvedimento risulta sproporzionato e impreciso, poiché non definisce adeguatamente quali servizi siano effettivamente rischiosi, rischiando di ledere indiscriminatamente la libertà di comunicazione e di espressione. Un punto critico riguarda inoltre la privacy: la legge non prevedeva garanzie sufficienti per i sistemi di verifica dell'età, che imporrebbero agli utenti di fornire dati sensibili alle piattaforme.
L'annullamento evidenzia le difficoltà del governo francese nel bilanciare l'intervento statale con il quadro normativo europeo, in particolare per quanto riguarda la protezione dei dati e i servizi digitali. Nonostante la sconfitta giuridica, l'Eliseo ha confermato l'intenzione di riformulare il testo per renderlo conforme alle sentenze e alle direttive UE, mantenendo l'obiettivo di implementare una regolamentazione entro il 2027.
